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À Meia-Noite Levarei Sua Alma (1964), Horror Brasiliano
view post Posted on 4/11/2009, 19:17
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Zombi Voodoo

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2009, 22:23


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Diretto da: José Mojica Marins (in arte: Joe Cassadamorto)
Fa parte di un trilogia, gli altri 2 film che la compongono sono: Esta Noite Encarnarei no Teu Cadáver (1967) e Encarnação do Demônio (2008

Una chiromante con in mano un lugubre teschio, più strega che zingara, sconsiglia agli spettatori meno coraggiosi di affrontare la visione del film. Solo i più impavidi, secondo la chiromante, riusciranno a non subire gli effetti nefasti della storia che di lì a poco verrà narrata tramite le immagini. Il grottesco e arrogante Zé do Caixão (caixão, in portoghese significa bara) è un uomo vestito tutto di nero, con una lunga barba, un cilindro in testa e unghie appuntite. Il suo aspetto potrebbe vagamente ricordare il misterioso monaco folle Rasputin i cui occhi luciferini, così come appare in molti primi piani durante il film, erano dotati di un potere ipnotico.

Quest’inquietante figura possiede un’impresa di pompe funebri e nel piccolo villaggio dove vive lo temono tutti. Sposato con la remissiva Lenita è ossessionato dal fatto che la sua sposa non potrà dargli un figlio in quanto sterile. Comincia così la folle ossessione di Zé che lo porterà a compiere una serie infinita di azioni a dir poco efferate per raggiungere il suo scopo: tradimenti, omicidi, stupri e violenze di ogni tipo. Tutto per poter generare un figlio degno della sua stirpe. Ma alla fine ci sarà una terribile vendetta ad attendere lui e la sua anima. La zona in cui ci troviamo con questo film è quella al confine tra l’horror cult assoluto ed il pionierismo, in quanto siamo al cospetto del primo film horror prodotto in Brasile (1964). Il nome del folle regista di questa pellicola è José Mojica Marins, di cui scriverò tra poche righe. Ne seguiranno altri due con cui questo “A Meia-Noite Levarei Sua Alma” (in italiano “A Mezzanotte Possiederò la Tua Anima”) andrà a formare una formidabile ipotetica trilogia: “Esta Noite Encarnarei no Teu Cadáver” (1967) e "O Estranho Mundo de Zé do Caixão" (1968).

In Italia poco conosciuto in quanto mai pubblicato, il film si è fatto - per così dire - un nome anche nei paesi di lingua inglese nei quali Zé do Caixão è diventato Coffin Joe. Diversi i cofanetti dedicati a questa figura del cinema horror sudamericano. Ancora oggi Zè do Caixão resta la massima icona horror in Brasile insieme al suo alter ego, lo stesso regista Mojica Marins che lo interpreta in modo fenomenale, avvolto in un bianco e nero che funziona a fasi alterne per via della cattiva conservazione della pellicola. Per quanto riguarda il lungometraggio in sè si può affermare che le luci superano di gran lunga le ombre dovute al very low budget dell’opera. Anche se parlare di luci in un film dal mood decisamente dark come questo è davvero un azzardo. Indiscutibilmente arrischiate per l’epoca le numerose scene di violenza e sangue della pellicola. Estremismi davvero coraggiosi se si tiene presente che il film fu licenziato nel ’64, anno in cui per la prima volta la censura brasiliana iniziava ad allentare la sua morsa in alcuni dei suoi stati. Per non parlare del trattamento che riceve il tema “religione cristiana” durante tutta la durata della pellicola. La blasfemia viene richiamata in modo assai poco velato in diverse scene in cui si nota l’anticonformismo del cattivissimo protagonista che mangia la carne durante il Venerdì Santo, ostentando il suo pasto durante una processione, quasi a voler sfidare il sacerdote che conduce il rito. Di carattere splatter religioso è invece la scena in cui il nostro anti-eroe stacca una piccola corona di spine da un Cristo in miniatura e la pianta in faccia ad uno dei suoi paesani, reo di averlo contraddetto.

Da non sottovalutare è anche l’aspetto satirico di una sceneggiatura in fin dei conti intelligente e ben strutturata. Un film che diverte/intrattiene e disturba ancora oggi - soprattutto nel drammatico finale - seppure le scenografie e gli effetti speciali risultino per ovvi motivi datati. Ugualmente le interpretazioni dei ruoli di contorno lasciano ogni tanto a desiderare ma l’eclettismo di José Mojica Marins bilancia queste trascurabili mancanze. Da brividi la scena in cui Zè vaneggia, istigando gli spiriti dei morti a farsi vedere per affrontarlo. Un vero regista e interprete amante del cinema e del suo lavoro. Classe 1936 Marins, a giusto titolo, deve essere collocato nel gotha riservato a registi come Roger Corman, Jess Franco o Luis Buñuel del cui stile quest’opera è palesemente debitrice. Alcuni pensano che sia un vero stregone e molti critici dicono che sia un malato di mente. Ma la sua vera malattia in realtà penso si chiami cinema. Un morbo che a suo tempo lo portò a vendere il suo piccolo appartamento per poter finanziare “A Meia-Noite Levarei Sua Alma”, girato quasi completamente in un'abitazione di 230 metri quadrati e le cui scenografie sono state costruite con alberi ed arbusti rubati in alcuni parchi pubblici di San Paolo. La cosa costò l’arresto ad alcuni dei membri della troupe. Questo è un vero film dell’orrore, imperdibile per ogni amante di questo genere cinematografico. Da ammirare possibilmente in lingua originale (magari con i sottotitoli in inglese per chi non capisce il portoghese).
Recensione da: Splattercontainer

 
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