
Dalla penna di Reyes Calderòn un thriller religioso tra il sacro e il profano. L’ispettore Juan Iturri viene inviato nel monastero di Leyra in Navarra, su richiesta dell’arcivescovo di Pamplona, per indagare su una seria di misteriosi fatti: la scomparsa dell’abate Pello Urrutia, il furto sacrilego di ostie consacrate e una macabra mutilazione.
Questi sono solo alcuni degli elementi iniziali su cui dovrà basarsi la sua ricerca, man mano che cerca di mettere assieme i tasselli del mosaico, Iturri, scopre che altri fatti lugubri sono accaduti, come la profanazione del tabernacolo del monastero ed una particolare rimessa fatta all’arcivescovo.
Un’ostia, una pergamena scritta in aramaico e il dito dell’abate scomparso insieme ad una inquietante richiesta: la vita di Urrutia in cambio del reliquario che custodisce una scheggia della croce di Cristo, conservato nella cattedrale di Pamplona.
Gli indizi aumentano così come i reperti, alcuni cadaveri di religiosi con l’indice tagliato, vengono ritrovati in una casa di campagna abbandonata.
Ad affiancare Iturri, arriva il giudice Lola MacHor, indagando assieme tra irrisolute ed arcane voci intuiscono che la risoluzione dell’enigma è simboleggiata da un numero, un numero primo che cela un terribile significato per la Chiesa.
Reyes Calderón è laureata in Economia e in Filosofia ed è vicepreside della facoltà di Scienze economiche e aziendali dell'Universidad de Navarra, dove insegna. È sposata, ha nove figli (il più grande ha ventidue anni, il più piccolo ne ha quattro) ed è anche un'apprezzata autrice di romanzi storici.
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Nascondimi dolcemente in questo ventre
Dono questa parte di me per te
Piove sabbia giù e sto seduto qui
Tenendo rari fiori
In una tomba....in fiore
Giù nella fossa e non lo so
Se posso essere salvato
Guarda il mio cuore l'ho decorato
Come una tomba
Tu non capisci chi loro
avessero pensato io dovessi essere
Guardami ora, un uomo
che non vuole lasciare vivere se stesso
Giù nella fossa, perdendo la mia anima
Giù nella fossa, perdendo il controllo
Mi piacerebbe volare
Ma le mie ali sono state tarpate
Giù nella fossa e loro hanno messo tutte
Le pietre al loro posto
Ho mangiato il sole così la mia lingua
E' stata scottata dal boccone
Ho avuto colpa
Di calciare me stesso sui denti
Non parlerò più
Dei miei sentimenti là sotto
